L’Italia,
in particolare la Sicilia, si confermano
ai vertici d’eccellenza
dell’olivicoltura biologica mondiale. E’
infatti l’extravergine siciliano “Primo
Bio” dei Frantoi Cutrera di Ragusa il
miglior olio biologico del 2010: lo
sancisce il principale verdetto del
Premio Biol, la kermesse internazionale
riservata ai migliori oli bio, che da
quindici anni in Puglia assegna i più
importanti riconoscimenti mondiali del
settore. Il “Primo Bio” è risultato il
migliore assoluto tra i circa 350 oli in
gara giunti da 17 paesi, per una
copertura pressoché completa
dell’olivicoltura internazionale.
Secondo posto suddiviso ex aequo tra un
altro olio siciliano, il “Terraliva”
dell’azienda Cherubino di Siracusa e il
portoghese “Lisca Grande”. Tra altri
riconoscimenti principali, il premio
Biolblended (miglior olio imbottigliato
e commercializzato con marchi non del
produttore) è andato all’umbro “Terra
Olivata” dell’azienda Bacci di Gualdo
Cattaneo (Perugia), mentre il Biolpack
(miglior accoppiata etichetta-packaging
assegnato da una specifica giuria di
esperti in comunicazione e consumo)
all’extravergine pugliese “De Carlo” di
Bitritto. La giuria di bambini aveva già
ieri assegnato il BiolKids all’olio
californiano “Lunigiana”; fra i
riconoscimenti collaterali, il BiolEthic
per il miglior contributo etico va alla
cooperativa cilena Lolol con l’olio
“Native”, per il lavoro condotto per una
piccola comunità locale. Sempre ottima,
infine, la qualità degli oli di casa, i
pugliesi: quest’anno ad aggiudicarsi il
BiolPuglia è stato il fruttato leggero
“Masseriola” prodotto dall’azienda
omonima di Ascoli Satriano (elenco
completo di tutti gli altri
riconoscimenti territoriali e delle
menzioni presto online su
www.premiobiol.it e
www.premiobiol2010.it).
La proclamazione dei vincitori è
avvenuta stamattina nella cornice del
“Festival dell’Olivicoltura Etica e
dell’Agricivismo” in piazza Ferrarese.
“La giuria internazionale - ha
dichiarato il coordinatore del Premio
Biol Nino Paparella - ha rilevato l’alta
qualità dei sessanta oli giunti
all’ultima scrematura finale, con
distacchi minimi tra loro. I risultati
hanno evidenziato come l’influenza del
territorio e dell’andamento climatico
siano decisivi ai fini della qualità e
della biodiversità. Non a caso quest’anno
la Sicilia è stata decisamente agevolata
dal clima, al contrario ad esempio della
Sardegna, che non ha potuto produrre”.
Vincitori e partecipanti saranno
pubblicati sul tradizionale Catalogo del
Biol, poi presentato alle principali
fiere internazionali di settore, dal
BioFach di Norimberga al Sana di
Bologna.
Si chiude dunque la kermesse che per una
settimana ha reso Bari epicentro
internazionale del movimento olivicolo
biologico, grazie al susseguirsi di
iniziative collaterali di vario tipo,
fra convegni, corsi, laboratori, mostre,
degustazioni e cultura, con epicentro il
Festival - sempre pieno di visitatori -
che con i suoi stand e iniziative ha
allargato le tematiche al concetto di
crescita sostenibile.
Il Premio Biol è stato organizzato dal
CiBi e patrocinato da Ifoam, Ministero
delle Politiche Agricole, Regione
Puglia, Provincia di Bari, Comune di
Bari, in collaborazione con vari
organismi di settore tra cui Icea -
Istituto Certificazione Etica e
Ambientale e Consorzio Puglia Natura, e
gli sponsor Amenduni spa e Gruppo
Pieralisi.